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"Ma si, è normale stare male, essere tristi o incazzati col mondo. È anche normale che non ne vada mai una giusta, che nessuno si accorga di niente e che quando una cosa va bene venga subito rovinata. È tutto normale, fidatevi.
È normale e ci passiamo tutti, poi arriva un momento in cui ti rendi conto che quello che hai detto e quello che hai fatto, quelle giornate schifose, tutte quelle cose che vanno sempre storte non contano niente. E l’unica cosa che conta è quello che farai, dirai o le giornate che vivrai. Perché il futuro non è il presente, non ancora. Avete la possibilità di costruire il vostro futuro a partire dal presente, e passare questo tempo a lamentarvi è inutile e non vi porterà a niente se non ad altro dolore.
E mi sono stancata di fare questi discorsi per farvi capire che la vita va avanti e trovarmi gente che si lamenta tutto il giorno ma non muove un dito per cambiare.
Volete un bel futuro? Cambiate. Volete cambiare? Fate qualcosa. I cambiamenti non arrivano da soli, i cambiamenti devono essere guadagnati, dovete arrivarci da soli. Capitelo, rendetevi conto che a lamentarvi perdete solo tempo e vivetevi ‘sta cazzi di vita."

— (via comeilcieloecomeilmare)

Photoset

lora-mathis:

Girl, an ongoing series 
by Lora Mathis 

(via antidolorifico-magnifico)

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"Questa è una testimonianza che un anonimo ha rilasciato alla pagina “Facebook” “L’imbarazzante disagio degli utenti di Tumblr Italia”.
Spero che vi possa aiutare in qualche modo e che possa farvi capire le cose che valgono, le cose e le persone che restano, che i problemi non si risolvono postando delle gif di autolesionismo o spiattellando continuamente il vostro problema qui, ma parlandone, cercando aiuto nelle persone care, in qualche esperto in materia, nel conforto di un genitore.


Cari ragazzi di Tumblr, essere diversi è una trappola.
Non so cosa vi abbiano raccontato; non è figo, non è divertente, anzi fa schifo. Inizia tutto per gioco, e poi finisce male.
Forse sono sempre stato diverso, e questo (se non con pochissime persone) non mi ha permesso di integrarmi.
Ricordo la maestra chiedere se io mi meritassi di avere restituite le figurine che mi aveva ritirato e i miei compagni rispondere in coro di no. È una cazzata ma rispecchia la mia intera vita.
Se vuoi essere un diverso allora non sai com’è.
Non sai com’è sentirti ovunque fuori posto e sentire di essere sbagliato fino al midollo.
E per quanto tu possa tamponare, dubito che ti amerai mai davvero (Anche adesso che ho superato i miei problemi non sono spariti, vi è sempre un’ombra da tenere a bada come una marea da arginare).

Avevo quasi quattordici anni e la voglia di giustificare quel disagio e quella strana tristezza che mi accompagnava forse da sempre.
I miei genitori non sono stati presenti, separati da sempre e entrambi per molti anni in strutture per tossicodipendenti fin dalla mia prima infanzia, poi lontani da me (mio padre solo emotivamente e nel ruolo che avrebbe dovuto rivestire, mia madre solo fisicamente), incapaci di badarmi.
Sono stato affidato a una figura da quando ero un bimbetto.
Lei con il massimo dei suoi sforzi per crescermi bene mi ha reso fragile e per i suoi problemi personali è stata spesso molto aggressiva e pesante, aiutando gradualmente la mia chiusura totale e la mia paura delle persone.
Ha zittito la fiducia in me stesso e schiacciato la mia passione più grande e ogni cosa in cui trovassi sfogo, mi ha proibito di frequentare la maggioranza dei bambini e si arrabbiava mostruosamente (la ricordo urlare parolacce e terrorizzarmi quando avevo pochi anni) se non seguivo ogni sua folle direttiva (dalle cose più serie al semplice scegliere un paio di calzini, se chiedevo di vedere un amico, se non volevo fare quello che diceva). Con l’adolescenza (parlo appunto dei miei quattordici anni) è arrivato il rendermi conto di tutto (del fatto che effettivamente qualche mancanza l’avevo avuta).
È stato uno shock.
Non è stato bello, ero in una trappola che io stesso ero andato a cercare.
A quindici anni ero crollato.
Depresso, ecco come mi descriverei in quel periodo.
Avevo già avuto esperienze che si avvicinavano all’autolesionismo (per un periodo a dodici e tredici anni) ma presi a farlo sul serio e con frequenza. Mi trovavo faccia a faccia con i miei amici e guardandoli ho pensato tante volte “Ora glielo dico”. Mai fatto. Non ho mai parlato con nessuno.
Mai fatto se non dopo aver superato almeno in parte, quando avevo smesso da mesi.
Mai fatto perché non ti senti figo o grande o vissuto quando sei depresso e autolesionista, ti vuoi nascondere, vuoi essere invisibile (Il mio autolesionismo poi non è mai stato paragonabile a quello di altri per fortuna, mi sono procurato tagli, è vero, ma non da finire in ospedale, anzi nessuno se n’è mai accorto).
Ti senti solo, distrutto e apatico.
Puoi stare per ore fermo tentando di trovare la forza per fare qualcosa ma la sola idea di farlo ti ricorda che la tua vita non ha senso.
Nulla ha senso, ti senti perso e non hai più neanche la forza di soffrire.
Ti fai schifo, il mondo ti fa schifo, le persone ti fanno schifo.
Eviti di alzare lo sguardo per paura di incontrare la tua immagine nello specchio, l’idea del tuo corpo è impossibile da allontanare sebbene tu ci provi in tutti i modi.
Diventa un problema fare la doccia, cambiarsi i vestiti perché l’idea di vedere anche solo qualche parte del tuo corpo potrebbe farti strapiombare ancora più a fondo.
Non hai la forza di rispondere al telefono o alle domande di qualcuno e vorresti solo rimanere chiuso nella tua stanza fino a morire, perfino piangere diventa troppo impegnativo e tutto rimane dentro di te fino a farti scoppiare.
Sentire di non essere abbastanza, di non essere nulla, di fare schifo interiormente e esteriormente non è essere “speciali” ma essere infelici.
Anche la passione che mi aveva sempre tirato su, la musica, aveva perso senso.
Mi sentivo rifiutato da tutto e da tutti ed ero il primo ad avere “rifiuto di me”.

Ho sentito alcuni di voi dire di volere vivere una vita “Alla Skins”, non ho mai visto questo telefilm ma mi sono fatto un’idea di cosa intendete: beh non è bello dipendere da sostanze, non è bello finire nei casini e dovere fronteggiare i giudizi. Sono finito in ospedale una volta per motivi del genere.
Non è bello sentirsi trasportare e tu sei in balia di chi c’è: ci sono momenti di black out, li senti spostarti, parlare e non sei troppo in grado di capire, vedi dei volti che ti sembra di conoscere ma non sai se si tratti davvero di tua zia; devono tenerti sott’occhio perché non ti strappi la flebo e urli parole che da sobrio non rivolgeresti mai a persone estranee che ti stanno curando e aiutando.
Non sono arrivato a livelli gravi con le sostanze, non una vera dipendenza ma ho avuto i miei eccessi, “cose che tutto sommato tanti ragazzi fanno”, ma il problema è il motivo per cui l’ho fatto.
Se vi piace o vi fa sentire fighi l’idea di soffrire spero sappiate che non è come sembra.
Se sentite il bisogno di protezione, vivete questi sentimenti e sfogateli.
Correte da vostro padre e abbracciatelo forte e ditegli i vostri problemi, godete delle sue carezze perché io ho sempre sognato dei momenti così e non li ho mai avuti.
Se invece siete sereni, non cercate il dolore o come credete voi “di essere speciali”.
Essere speciali non è questo, vi auguro di essere speciali a scuola, per una persona, se volete essere speciali, siatelo nella vostra passione più grande ma non così.
Non cercate l’attenzione di psicologi perché loro non danno attenzioni e affetto, loro aiutano solo a capire e le mie esperienze con loro da bambino non mi hanno mai restituito l’affetto, le attenzioni e non hanno mai sfamato il mio bisogno di sentirmi protetto.
Gli psicologi non sono come nei film, le vite disastrate non sono come nei film, i ragazzi che hanno genitori assenti non vengono quasi mai salvati, non trovano dei nuovi genitori e nessuno gli sta vicino.
Per cui apprezzate quelli che avete così come cerco di fare io.

E più importante apprezzate voi stessi. Siete la prima persona che dovete amare e di cui dovete prendervi cura.

Ecco io non sono neanche tra i casi peggiori, anzi, non ho mai sviluppato un vero e proprio disturbo alimentare sebbene quanto mi odiassi, non sono diventato schifosamente dipendente da sostanze, non ho tentato il suicidio sebbene lo abbia desiderato, e sarò presuntuoso ma ora sto meglio grazie a me stesso.
Nessuno vi aiuterà se sarete depressi, e se ci proveranno non servirà, perché la persona che deve salvarvi siete voi.
Sarete soli, non ci sarà nessun ragazzo/a di “Tumblr” a baciarvi i tagli.
Ci sarete voi e la vostra depressione, e potrete sperare in voi stessi e null’altro.

Per voi che volete a tutti costi avere disturbi o dolore io mi chiedo solo “What’s so good about picking up the pieces?"

Anonimo, purtroppo.

LEGGETELO, CAZZO.

(via tieniduropiccolasoldatessa)

Pura verità.

(Fonte: facebook.com, via ho-bisogno-di-essere-salvata)

Photo
sorrisifintiedocchispenti:

“mi manca da morire e non glielo so dire”

– Susanna Casciani

sorrisifintiedocchispenti:

“mi manca da morire e non glielo so dire”

– Susanna Casciani

(via ho-bisogno-di-essere-salvata)

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winterintheeyesandloveat936km:

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Video

nottedimezzaestate:

moonlightmakingcrosses:

stellecadenti-negliocchi:

Da vedere.
La gente deve aprire gli occhi cazzo.
Fa venire i brividi questo video.

'Come cambia la vita di un bambino con la guerra'

sto piangendo

oh mio dio

(via gliocchituoilosanno)

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"Sarebbe bello avere un amico maschio. Uno a cui dici tutto, uno che sai che ti vorrà sempre bene nonostante tutto. Perché maschio? Perché l’amicizia tra i ragazzi dura per sempre e va oltre tutte le cose, mentre le ragazze che si definiscono “amiche” sono sempre pronte a parlarsi alle spalle. Un amico maschio perché è bello avere qualcuno di più alto di te che quando ti abbraccia ti avvolge. Qualcuno che, magari pur essendo fidanzato, ti considera come parte integrante della sua vita. Vorrei un amico maschio perché lo considererei come un fratello. Non sto parlando di friendzone, ma di una vera e propria amicizia infinita."

(via diario-di-una-ragazza-bipolare)

Vuoi sapere il lato negativo di avere degli amici maschi? Non per forza eh, ma prima o poi uno dei due verrà attratto dall’altro e li inizieranno i problemi. (Parlo perchè ho quasi SOLO amici maschi, grazie a dio.)

(Fonte: notebook-of-a-bipolar-lionheart, via sonoungranellodisabbia)

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